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Falcao sogna di giocare nel Real Madrid?
giovedì 6 settembre 2012«Un giorno sogna di giocare nel Real Madrid». Può bastare questa frase per far nascere un nuovo tormentone di mercato? Evidentemente sì.
Jovetic piace al Barcellona
martedì 20 marzo 2012
Lo conferma anche la Gazzetta dello Sport di questa mattina: in casa Fiorentina ci sarà una vera e propria rivoluzione. Non solo il diesse Corvino, ma anche tanti giocatori sono destinati a non vestire più la maglia viola. Tra questi appaiono certi anche Vargas e Ljajic, che hanno grandi estimatori sul mercato e dunque non resteranno certo a spasso. Ma se c'è un giocatore che fa gola alle big questo è senz'altro Jovetic, autore finora di 12 centri in questo campionato e senz'altro il gioiello della Fiorentina. Un gioiello che potrebbe essere messo in vendita, nonostante sia blindato di fatto da un contratto triennale appena rinnovato. Jo-Jo piace al Chelsea, e non è un segreto, ma adesso si sta facendo avanti un'altra grande del calcio mondiale: il Barcellona. E allora sarà difficile che il giocatore resista al fascino della maglia blaugrana e all'opportunità di giocare insieme a Messi.
Ferrari e Corradi, il made in Italy esportato nella MLS
lunedì 19 marzo 2012
Chi viaggia intorno ai trent’anni e guarda al calcio americano forse ricorderà di aver sentito parlare dell’esperienza negli anni Settanta dell’ex laziale Giorgio Chinaglia o magari avranno visto Andrea Roncato che in “Mezzo destro Mezzo sinistro” nei panni di Andrea Margheritoni giocava davvero poco in America, forse più attratto dalle americane che da quel calcio che sembrava quasi finto.
Oggi però in America si gioca sul serio, la Major League Soccer è un campionato in crescita esponenziale, dove sono sbarcati anche grandi campioni come David Beckham e Thierry Henry. Non sono più giovanissimi, certo, ma aiuteranno a far crescere il movimento calcistico in un paese dove il “soccer” non è lo sport principale. Dopo i Mondiali del 1994 anche negli Usa il pallone rotola e i giovani si sono avvicinati sempre più a questa disciplina.
Il fascino del calciatore italiano ora colpisce anche oltre oceano. Sono approdati nella MLS, dove vestiranno la maglia del Montreal Impact due giocatori d’esperienza come Matteo Ferrari e Bernardo Corradi. Il difensore, 32enne, dopo aver giocato anche in Inghilterra e Turchia adesso ha deciso di affrontare questa nuova avventura, trascinando con sè l’attaccante 35enne, svincolato dopo l’ultima stagione con l’Udinese. Entrambi, ne siamo sicuri, si faranno rispettare e faranno apprezzare le qualità del calcio italiano in America. Good luck!
Oggi però in America si gioca sul serio, la Major League Soccer è un campionato in crescita esponenziale, dove sono sbarcati anche grandi campioni come David Beckham e Thierry Henry. Non sono più giovanissimi, certo, ma aiuteranno a far crescere il movimento calcistico in un paese dove il “soccer” non è lo sport principale. Dopo i Mondiali del 1994 anche negli Usa il pallone rotola e i giovani si sono avvicinati sempre più a questa disciplina.
Il fascino del calciatore italiano ora colpisce anche oltre oceano. Sono approdati nella MLS, dove vestiranno la maglia del Montreal Impact due giocatori d’esperienza come Matteo Ferrari e Bernardo Corradi. Il difensore, 32enne, dopo aver giocato anche in Inghilterra e Turchia adesso ha deciso di affrontare questa nuova avventura, trascinando con sè l’attaccante 35enne, svincolato dopo l’ultima stagione con l’Udinese. Entrambi, ne siamo sicuri, si faranno rispettare e faranno apprezzare le qualità del calcio italiano in America. Good luck!
Giorgio Caneparo
Adriano-Corinthians: sarà rescissione
martedì 13 marzo 2012
Missione fallita, anche questa volta. Eppure le reti decisive che aveva messo a segno nell'ultimo periodo sembravano averlo rigenerato. E invece non è stato così. Adriano e il Corinthians hanno deciso per una rescissione anticipata del contratto che sarebbe scaduto a giugno del 2012. Il "Timao" ha fatto di tutto per recuperare l'Imperatore che, reduce da una stagione fallimentare alla Roma, era stato ingaggiato con grande clamore ma che ha tradito le aspettative dei tifosi, segnando solo due reti e generando sempre un vespaio di polemiche per i suoi ritardi, le mancate presentazioni e le incomprensioni con l'allenatore Tite, che non lo ha convocato nelle ultime gare. E ora quale sarà il futuro di Adriano? Presto lo scopriremo.
Etichette: Brasile
Inter 2012/2013: chi in panchina?
lunedì 5 marzo 2012
Già, forse è troppo presto per fare questo ragionamento. Ma è chiaro che l'Inter a questo punto della stagione debba... già pensare alla prossima! Perchè raggiungere il terzo posto appare utopico, visto il rendimento dei nerazzurri nelle ultime settimane. I tifosi stanno per perdere la pazienza, ma hanno apprezzato l'orgoglio della squadra nel rimontare due reti al Catania. Alla fine il 2-2 fa sorridere perchè almeno spezza la lunga serie di sconfitte. Le lacrime di Cambiasso dopo il cambio che di fatto ha dato la svolta al match la dicono lunga: lo stesso argentino sa che non sta giocando sui suoi livelli, così come altri suoi compagni di squadra. E' inevitabile, gli anni passano per tutti.
Per la prossima stagione Moratti sembra pronto a rivoluzionare tutto, affidandosi ad un nuovo allenatore e dunque dando il benservito a Ranieri, che sembra aver perso il bandolo della matassa. Lo stesso che aveva trovato dopo il suo insediamento. E chi siederà sulla panchina dei nerazzurri allora? Difficile Capello, il sogno è Guardiola. Ma non è da escludere la pista Villas Boas, appena esonerato dal Chelsea. Una scelta difficile per il presidente, una scelta destinata a condizionare il mercato e il futuro di tanti giocatori nerazzurri.
Etichette: Italia
Il Psg torna in testa al campionato
Vittoria e primato per il Paris St Germain di Carlo Ancelotti che strapazza l'Ajaccio e riconquista il comando della Ligue.1. Al Parco dei Principi tutto semplice per i parigini, che vanno subito avanti con Pastore e Menez. Poi Poulard accorcia per gli ospiti, ma Guillaume Hoarau e Nene chiudono la pratica. Ora il Montpellier, che si salva allo scadere a Digione, insegue dietro un punto.
Etichette: Francia
Juve, Barzagli e Chiellini out per infortunio
Brutte notizie per Conte: il centrale Barzagli starà fuori venti giorni a causa di una lesione a un polpaccio. Giorgio Chiellini se la "cava" invece con dieci giorni di prognosi, per un problema analogo, ma di minore impatto, cioè semplice infiammazione, sempre a un polpaccio. Entrambi dunque salteranno sicuramente i prossimi incontri della Juventus.
Etichette: Italia
GENERAZIONE DI FENOMENI Francesco Serafino
domenica 4 marzo 2012
Da Fuscaldo a Buenos Aires. Di mezzo c’è un oceano, inteso non solo come immenso specchio d’acqua. C’è un oceano di diversità, di contraddizioni, un mondo diverso. Ma se c’è un linguaggio che è universale, che è perfettamente uguale in ogni angolo del globo, questo è il calcio. Le regole sono le stesse, cambia magari il modo di interpretarlo. Francesco Serafino è nato nel 1997, è cresciuto in un piccolo comune della costa tirrenica cosentina, Fuscaldo, ma a soli 9 anni si è trasferito per motivi familiari, prima a Roma, poi in Argentina, a Buenos Aires. Con in testa un sogno, quello di diventare calciatore. Iniziando a cinque anni a calcare i campetti dell’SS Fuscaldo per poi passare, proprio nel giorno del suo decimo compleanno, alla Reggina. Un baby prodigio, tutti si accorgono di lui, anche i media. A settembre 2008 deve però lasciare, suo malgrado, la Calabria. Addio amici, addio ricordi dell’infanzia, perchè ad attenderlo c’è una nuova avventura. Viene tesserato nella Roma, dove gioca per gli esordienti. In giallorosso resta poco più di un anno, perchè nell’ottobre 2009 Francesco deve seguire il padre, impegnato per lavoro, in Sudamerica. Ma anche nell’altro capo del mondo chi sa giocare bene a pallone un posto in squadra lo trova sempre. Ed ecco allora che entra a far parte dell’Argentinos Juniors, uno dei club più conosciuti dell’argentina, dove ad esempio è cresciuto l’interista Cambiasso.
Ad agosto del 2011, giusto pochi mesi fa, ecco pronta una nuova sfida, la più importante, con uno dei due club più importanti dell’Argentina. Il River Plate, nobile decaduta in serie B, dove oggi gioca David Trezeguet e da dove ha fatto il percorso inverso Erik Lamela, approdando alla Roma. Una signora squadra, una grande società che ha accolto Francesco Serafino con la speranza che possa diventare quello che viene definito un “crack”, un giocatore che può spezzare gli equlinri. Certo non deve essere stato semplice per un bambino lasciare la sua terra e la sua vita quotidiana sbarcando in Sudamerica: «Vivere in una megalopoli come Buenos Aires significa cambiare completamente le abitudini, la lingua. A Fuscaldo ci si conosceva tutti, la vita era più tranquilla, qui a Buenos Aires ogni giorno si conosce gente nuova, si fa presto a fare amicizia, c’è una grande apertura mentale e voglia di socializzare. La gente in Sudamerica è molto passionale e da questo punto di vista assomiglia un po’ alla mia Calabria». Già, la Calabria. Una terra lontanissima. «Pur trovandomi bene qui in Argentina, ho grande nostalgia della Calabria, del mio mare, gli amici dell’infanzia e le partite per le strade della Marina di Fuscaldo, i vicoli del paese, sono immagini impresse nel mio cuore. Non torno da tre anni e mezzo e spero di poterlo fare al più presto» ci dice ancora Francesco Serafino, che poi ci parla un po’ del suo ruolo, di quello che gli piace fare in campo: «Sono una seconda punta o un trequartista, come si usa dire in Italia, mi adatto a seconda del modulo, svario su entrambe le fasce laterali e mi piace fare gol». E a chi non piacerebbe? Del resto il gol è la realizzazione di un obiettivo, quasi la metafora della vita. «Il sogno di ogni ragazzo della mia età che gioca a calcio è quello di arrivare a giocare in Serie A, oppure in “Primera” qui in Argentina.- racconta ancora Francesco - Ci sono società italiane interessate a me, sono arrivate richieste dall’Italia e dall’Europa, mi piacerebbe molto rientrare, staremo a vedere. So bene però che bisogna stare con i piedi per terra e lavorare con grande umiltà, se poi si riuscirò a coronare i sogni, bene, altrimenti non ne farò una tragedia». Ha soltanto quindici anni Serafino ma sa già quello che vuole. Di lui si sono interessati giornali, radio e tv. Logico pensare allora che un ragazzo si senta “pressato” dall’obbligo di dover sfondare a tutti i costi.
In realtà Francesco vive ancora il calcio sempre come un gioco. «C’è stato un periodo in cui ho sofferto abbastanza le attenzioni dei media nei miei confronti, ora però ho fatto l’abitudine e anzi, la cosa mi diverte...» ci dice ancora, raccontando poi quella che è la giornata tipo di un ragazzo che insegue sì il sogno di diventare un calciatore professionista, ma che nello stesso tempo ha una scuola da frequentare e una vita sociale brillante da affrontare. «Mi sveglio alle 6.30, faccio una colazione abbondante di frutta, mi preparo e alle 8 sono già in campo per iniziare gli allenamenti nell’impianto dello Stadio Monumental (qui si giocò la finale del Mundial 78, ndr). - ci racconta - Terminati gli allenamenti, alle 12 pranzo insieme ai miei compagni di squadra. Alle 14 inizio la scuola, sempre all’interno dello Stadio del River, fino alle 18.30. La cosa bella è che quando si riunisce la nazionale argentina a Buenos Aires, a volte capita di guardare dalla finestra della classe allenarsi giocatori come Messi, Lavezzi, Aguero e compagni.. Per noi è davvero uno spettacolo! La sera ceniamo alle 20 e poi massimo alle 22 andiamo a dormire». Anche se è ancora un ragazzino, Serafino ha avuto l’opportunità di conoscere diversi stili di gioco. Qual’è il calcio da prediligere? Quello tattico o quello fisico? Che differenza c’è tra il calcio italiano, europeo, e quello sudamericano?
«L’ esperienza in giallorosso, con la maglia della Roma è stata bellissima. La differenza fra i due mondi è notevole. - continua - Qui si predilige la tecnica individuale e si lavora molto in questo senso anche negli allenamenti, il calcio europeo è fatto di due tocchi e via. In Italia secondo me c’è un tatticismo eccessivo. Il calcio più bello è il giusto mix fra le due scuole». Chissà se un giorno si riuscirà a trovarlo, il giusto equilibrio.
Se in Italia ci sono grandi campioni, altrettanto si può dire in Argentina. Dove in mito è un certo Diego Maradona. «Ma io non mi ispiro a qualcuno in particolare, però ci sono giocatori come Maradona, Baggio, Messi, Riquelme, Sivori, Totti che sono esempi di calciatori entrati nella storia, fuoriclasse inimitabili». Inimitabili, eppure arrivare vicino al loro rendimento è possibile, a patto di allenarsi duramente. A soli quindici anni Francesco è un punto fermo delle giovanili del River dell’ex laziale Almeyda, dove gioca con continuità osservando da vicino gente come Cavenaghi, Affranchino, Ocampos, Cirigliano. Nomi finiti più volte sui taccuini dei dirigenti delle squadre italiane: «Sarebbe bellissimo giocare un giorno in prima squadra, il River Plate ha più di 20 milioni di tifosi nel mondo. Proprio venerdì sono stato a bordo campo con i miei compagni della categoria ‘97 a tifare per il River che ha giocato una partita cruciale dell’intera stagione. E’ stato emozionante perchè il pubblico in Argentina è fantastico, non si ferma un attimo di cantare e sostenere la squadra. Come dicevo sarebbe bello giocare en Primera, però credo che il mio futuro prossimo sarà in Europa». Chissà. Nel frattempo probabilmente si godrà da vicino la festa promozione del River Plate, che punta a tornare nel massimo torneo argentino. Ma se c’è Italia-Argentina in tv, Serafino per che squadra tifi? «Italia, claro!». Più claro di così...
f. l.
Ad agosto del 2011, giusto pochi mesi fa, ecco pronta una nuova sfida, la più importante, con uno dei due club più importanti dell’Argentina. Il River Plate, nobile decaduta in serie B, dove oggi gioca David Trezeguet e da dove ha fatto il percorso inverso Erik Lamela, approdando alla Roma. Una signora squadra, una grande società che ha accolto Francesco Serafino con la speranza che possa diventare quello che viene definito un “crack”, un giocatore che può spezzare gli equlinri. Certo non deve essere stato semplice per un bambino lasciare la sua terra e la sua vita quotidiana sbarcando in Sudamerica: «Vivere in una megalopoli come Buenos Aires significa cambiare completamente le abitudini, la lingua. A Fuscaldo ci si conosceva tutti, la vita era più tranquilla, qui a Buenos Aires ogni giorno si conosce gente nuova, si fa presto a fare amicizia, c’è una grande apertura mentale e voglia di socializzare. La gente in Sudamerica è molto passionale e da questo punto di vista assomiglia un po’ alla mia Calabria». Già, la Calabria. Una terra lontanissima. «Pur trovandomi bene qui in Argentina, ho grande nostalgia della Calabria, del mio mare, gli amici dell’infanzia e le partite per le strade della Marina di Fuscaldo, i vicoli del paese, sono immagini impresse nel mio cuore. Non torno da tre anni e mezzo e spero di poterlo fare al più presto» ci dice ancora Francesco Serafino, che poi ci parla un po’ del suo ruolo, di quello che gli piace fare in campo: «Sono una seconda punta o un trequartista, come si usa dire in Italia, mi adatto a seconda del modulo, svario su entrambe le fasce laterali e mi piace fare gol». E a chi non piacerebbe? Del resto il gol è la realizzazione di un obiettivo, quasi la metafora della vita. «Il sogno di ogni ragazzo della mia età che gioca a calcio è quello di arrivare a giocare in Serie A, oppure in “Primera” qui in Argentina.- racconta ancora Francesco - Ci sono società italiane interessate a me, sono arrivate richieste dall’Italia e dall’Europa, mi piacerebbe molto rientrare, staremo a vedere. So bene però che bisogna stare con i piedi per terra e lavorare con grande umiltà, se poi si riuscirò a coronare i sogni, bene, altrimenti non ne farò una tragedia». Ha soltanto quindici anni Serafino ma sa già quello che vuole. Di lui si sono interessati giornali, radio e tv. Logico pensare allora che un ragazzo si senta “pressato” dall’obbligo di dover sfondare a tutti i costi.
In realtà Francesco vive ancora il calcio sempre come un gioco. «C’è stato un periodo in cui ho sofferto abbastanza le attenzioni dei media nei miei confronti, ora però ho fatto l’abitudine e anzi, la cosa mi diverte...» ci dice ancora, raccontando poi quella che è la giornata tipo di un ragazzo che insegue sì il sogno di diventare un calciatore professionista, ma che nello stesso tempo ha una scuola da frequentare e una vita sociale brillante da affrontare. «Mi sveglio alle 6.30, faccio una colazione abbondante di frutta, mi preparo e alle 8 sono già in campo per iniziare gli allenamenti nell’impianto dello Stadio Monumental (qui si giocò la finale del Mundial 78, ndr). - ci racconta - Terminati gli allenamenti, alle 12 pranzo insieme ai miei compagni di squadra. Alle 14 inizio la scuola, sempre all’interno dello Stadio del River, fino alle 18.30. La cosa bella è che quando si riunisce la nazionale argentina a Buenos Aires, a volte capita di guardare dalla finestra della classe allenarsi giocatori come Messi, Lavezzi, Aguero e compagni.. Per noi è davvero uno spettacolo! La sera ceniamo alle 20 e poi massimo alle 22 andiamo a dormire». Anche se è ancora un ragazzino, Serafino ha avuto l’opportunità di conoscere diversi stili di gioco. Qual’è il calcio da prediligere? Quello tattico o quello fisico? Che differenza c’è tra il calcio italiano, europeo, e quello sudamericano?
«L’ esperienza in giallorosso, con la maglia della Roma è stata bellissima. La differenza fra i due mondi è notevole. - continua - Qui si predilige la tecnica individuale e si lavora molto in questo senso anche negli allenamenti, il calcio europeo è fatto di due tocchi e via. In Italia secondo me c’è un tatticismo eccessivo. Il calcio più bello è il giusto mix fra le due scuole». Chissà se un giorno si riuscirà a trovarlo, il giusto equilibrio.
Se in Italia ci sono grandi campioni, altrettanto si può dire in Argentina. Dove in mito è un certo Diego Maradona. «Ma io non mi ispiro a qualcuno in particolare, però ci sono giocatori come Maradona, Baggio, Messi, Riquelme, Sivori, Totti che sono esempi di calciatori entrati nella storia, fuoriclasse inimitabili». Inimitabili, eppure arrivare vicino al loro rendimento è possibile, a patto di allenarsi duramente. A soli quindici anni Francesco è un punto fermo delle giovanili del River dell’ex laziale Almeyda, dove gioca con continuità osservando da vicino gente come Cavenaghi, Affranchino, Ocampos, Cirigliano. Nomi finiti più volte sui taccuini dei dirigenti delle squadre italiane: «Sarebbe bellissimo giocare un giorno in prima squadra, il River Plate ha più di 20 milioni di tifosi nel mondo. Proprio venerdì sono stato a bordo campo con i miei compagni della categoria ‘97 a tifare per il River che ha giocato una partita cruciale dell’intera stagione. E’ stato emozionante perchè il pubblico in Argentina è fantastico, non si ferma un attimo di cantare e sostenere la squadra. Come dicevo sarebbe bello giocare en Primera, però credo che il mio futuro prossimo sarà in Europa». Chissà. Nel frattempo probabilmente si godrà da vicino la festa promozione del River Plate, che punta a tornare nel massimo torneo argentino. Ma se c’è Italia-Argentina in tv, Serafino per che squadra tifi? «Italia, claro!». Più claro di così...
f. l.
Etichette: Generazione di fenomeni
Villas Boas esonerato, il Chelsea a Di Matteo
Era davvero inevitabile, specie dopo l'ultimo ko in campionato e la possibile eliminazione dalla Champions League. Il Chelsea ha esonerato l'allenatore Andre Villas-Boas. Il club londinese ha affidato la guida della squadra all'italiano Roberto Di Matteo, ex giocatore dei blues, che sarà il tecnico fino alla fine della stagione.
Etichette: Inghilterra
Ululati razzisti contro Juan
Una brutta pagina oggi nel derby Roma-Lazio. I tifosi della Lazio hanno preso di mira Juan con ululati razzisti all'inizio del secondo tempo del derby dell'Olimpico. Il difensore della Roma ha risposto agli insulti zittendo i tifosi biancocelesti, che però hanno insistito. L'arbitro Bergonzi ha perciò richiamato il capitano della Lazio, Mauri, minacciando la sospensione dell'incontro.
Etichette: Italia
Bundesliga: il Dortmund allunga
sabato 3 marzo 2012
Grandi novità in Germania. Il Borussia Dortmund ha battuto 2-1 il Magonza, mettendo una seria ipoteca sulla Bundesliga. I gialloneri sono ora a quota 55 ed hanno scavato un solco profondo sette punti tra loro e l'inseguitore più vicino, il Bayern Monaco. Quest'ultimo ci ha messo del suo per spianargli la strada verso il secondo titolo consecutivo, andando a perdere 2-0 sul terreno del Bayer Leverkusen. Un ko davvero inaspettato.
Etichette: Germania
Reginaldo saluta e va a giocare in Giappone
Reginaldo a sorpresa lascia il Siena e va a giocare in Oriente. La punta esterna dei bianconeri è passato al Jef United Ichihara, che milita nella seconda divisione giapponese. Reginaldo firmerà un contratto triennale con la sua nuova squadra.
Roma-Lazio: Totti insegue il record di gol segnati nei derby
Roma-Lazio, non solo Champions. I punti in palio questo pomeriggio all’Olimpico sono fondamentali per rincorrere il terzo posto, ma il derby della capitale come sempre regalerà emozioni, gioie e delusioni. All’andata a trionfare è stata la Lazio, grazie ad un gol in pieno recupero segnato da Klose. In quel match era assente quello che oggi si candida ad essere uno dei grandi protagonisti. Francesco Totti, l’uomo dei record, il capitano di una Roma che si trova al crocevia della sua stagione. Un ko vorrebbe dire fallimento. Luis Enrique si aggrappa al suo numero dieci e non può essere un caso se in sei occasioni su otto ha perso proprio quando Totti non era in campo. L’emozione la sentirà ancora il capitano della Roma, nonostante quello odierno sarà il suo trentesimo derby della carriera. Nei sette derby di campionato in cui Totti non è sceso in campo dal suo esordio in serie A avvenuto 19 anni fa, infatti, la Roma ha un record di 4 vittorie, 2 pareggi e una sola sconfitta. Con il “pupone” in campo lo score della stracittadina recita invece 10 vittorie, 10 sconfitte e 9 pareggi. Totti in campo anche per agguantare o magari superare il record di reti segnate nel derby. Il numero dieci ne ha segnati otto, uno in meno di Da Costa e Delvecchio. Luis Enrique lo manderà sicuramente in campo: «Il derby può essere una svolta ma non è la partita più importante della mia carriera» ha detto l’allenatore giallorosso, finito nel mirino della critica dopo la debacle di Bergamo. «Se perdiamo, scivoliamo a 10 punti dalla Lazio. Se vinciamo, andiamo a -4. Io penso ai 3 punti, sono il mio obiettivo» dice ancora il tecnico spagnolo. «Dal primo giorno, so che il derby è una partita speciale. Tutti i tifosi aspettano questa gara, ma per me non è il match più importante della mia carriera. Mancano ancora 13 partite alla fine del campionato: possiamo arrivare terzi, ma possiamo arrivare anche sesti o settimi. Vedremo: alla fine, contano i risultati» ha concluso Luis Enrique. Reja invece ammette di sentire molto la pressione per questa sfida così importante per la sua Lazio, rattoppata per i tanti infortuni: «Il derby è atteso. Sento la partita già da inizio settimana. Ha poi un’importanza fondamentale per le condizioni di classifica. Per loro è importante per entrare nel discorso Champions, per noi per continuare a lottare per il terzo posto e allontanare uno dei contendenti, ma non giochiamo per il pari».
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Bologna-Novara: le probabili formazioni
BOLOGNA (3-4-2-1): Gillet; Raggi, Portanova, Cherubin; Pulzetti, Perez, Mudingayi, Morleo; Ramirez, Diamanti; Di Vaio. In panchina: Agliardi, Garics, Rubin, Kone, Krhin, Taider, Acquafresca. All.: Pioli
NOVARA (5-3-2): Ujkani; Gemiti, Lisuzzo, Centurioni, Garcia, Silva; Rigoni, Radovanovic, Pesce; Mascara, Rubino. In panchina: Fontana, Rinaudo, Morganella, Porcari, Paci, Jeda, Caracciolo. All.: Mondonico
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NOVARA (5-3-2): Ujkani; Gemiti, Lisuzzo, Centurioni, Garcia, Silva; Rigoni, Radovanovic, Pesce; Mascara, Rubino. In panchina: Fontana, Rinaudo, Morganella, Porcari, Paci, Jeda, Caracciolo. All.: Mondonico
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